Diocesi di Foggia: Dialoghi di pace in Cattedrale, lettura scenica del messaggio di Papa Francesco

“Rifugiati e migranti: uomini e donne in cerca di pace” è stato il tema scelto da Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale della Pace. Il messaggio del Papa sarà protagonista nell’evento Dialoghi di Pace, in programma sabato 13 gennaio alle ore 21 nella Cattedrale di Foggia.

PIU’ VOCI. I “Dialoghi di Pace” sono una lettura scenica del messaggio che il Papa, a Capodanno, rivolge all’intera Umanità per la Giornata Mondiale della Pace. Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano a musica e meditazioni poetiche, il messaggio è, per tutti, un momento di “Elevazione spirituale”: vissuta come preghiera da chi si professa cristiano cattolico e come un tempo di riflessione da chi non crede o pratica religioni diverse.

UNA TAZZA PER IL MATE. Questa originale iniziativa di sensibilizzazione sulla pace, avviata nel 2007 nella chiesa Regina Pacis di Milanino (MI) – dichiarata tempio votivo diocesano per la pace – in diverse località della Lombardia e d’Italia è diventata una tradizione importante promossa dalle comunità religiose e civili e sostenuta dalle più varie realtà dell’associazionismo dei rispettivi territori di riferimento. Gli organizzatori, come “applicazione pratica della Laudato si'”, invitano tutti i partecipanti a portare una tazza o un bicchiere, purché non usa e getta, nel quale, a conclusione della serata, sarà offerto a tutti mate argentino in onore di Papa Francesco.

GLI ORGANIZZATORI. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è promossa e organizzata dall’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro – Arcidiocesi di Foggia-Bovino, con il patrocinio della Città di Foggia, in collaborazione con il seminario diocesano Sacro Cuore, l’ambasciata di Pace – Foggia, la federazione SCS/CNOS – Salesiani per il Sociale, l’associazione Italiana Cultura e Sport – comitato provinciale di Capitanata, l’associazione di Promozione Sociale Sacro Cuore, il comitato Civico Gente di Foggia, Campanili Verdi, l’Agesci Zona Daunia, l’ensemble d’Archi della sez. staccata di Rodi Garganico del Conservatorio “U.Giordano” diretti dal maestro Francesco Mastromatteo, e gli uffici diocesani: Pastorale Giovanile, per l’Educazione – la Scuola e l’Università, Pastorale Famigliare, Pastorale per le Vocazioni, la Consulta Delle Aggregazioni Laicali.

Fonte: http://www.foggiacittaaperta.it

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Donarsi per stare bene: verità esistenziale rivelataci dal mistero del Natale

Pubblichiamo il brano di Adriano Sella (membro dell’Equipe diocesana Nuovi Stili di Vita di Vicenza) che presenta la verità nascosta nel mistero del Natale.

Se vuoi stare bene, impegnati nel donarti.

Una grande verità esistenziale rivelataci dal mistero del Natale.

Mi fa sempre molto pensare le testimonianze di persone, anche molti giovani, che dopo aver fatto un’esperienza di dono mediante iniziative di assistenza, di accompagnamento e di liberazione degli altri, soprattutto nei confronti dei più fragili e poveri, affermano quanto benessere hanno percepito dentro di sé e quanto bene hanno ricevuto. Possiamo affermare che nel dare la propria mano, il proprio aiuto e soprattutto la propria vicinanza e solidarietà c’è il segreto dello stare bene. Un movimento invisibile ma importante per dare senso, gusto e felicità alla propria vita.

Incredibile! Per stare bene e per essere felici bisogna dare, donarsi, offrirsi agli altri. Non tanto dando cose e aiuti, ma soprattutto donando se stessi: quello che ciascuno ha dentro e non tanto quello che possiede.

È come dare campo alla propria vita, soprattutto quando non c’è campo e sembra di non esistere perché si è disconnessi. È una vena che irrora sangue nell’organo del senso della vita, facendolo pulsare e generando gusto e felicità.

Questa verità nascosta va contro le pseudo-verità diffuse massiciamente dalla cultura contemporanea basata su un individualismo sfrenato che conduce fino al comportamento “me me frego degli altri”. Facendo concentrare tutta l’attenzione delle persone su se stesse, in una forma di mero narcisismo che da importanza solamente all’immagine, all’apparenza e all’estetica come lifting; e conducendele ad una attenziosa, come pure costosa, cura dell’esteriorità mentre nella propria interiorità sta avanzando un cancro di dimensioni molto preoccupanti che presto porterà alla morte tutta la propria vita.

Dobbiamo postarlo sui social network, dobbiamo twittarlo a tutti: è il verbo “donare” la parola chiave per dare senso e gusto alla vita, è il verbo “dare” che fa campo per far stare meglio se stessi. I care è il comportamento che genera felicità. Realtà invisibile che non si vende nei centri commerciali, ma che è il segreto della felicità umana. Ne sono convinto da molto tempo, facendola diventare una degli assi fondamentali della mia missione per i nuovi stili di vita.

Sono rimasto molto entusiasta nel trovare fondamenti esistenziali e biblici nel libro del biblista p. Ermes Ronchi: “I sentieri del senso passano per il dono, asse portante della storia di Dio. L’uomo per stare bene deve donare. Non ho più dimenticato il dialogo con una grande psichiatra, alcuni anni fa, a proposito di un amico: «se vuole che il suo amico stia bene, deve aiutarlo a “dare”. Ciò che ha e ciò che può. Perchè l’uomo per stare bene deve dare». «Perchè», obiettai, «per stare bene è necessario dare?». Mi rispose con queste parole: «Non lo so, so soltanto che questa è la legge della vita». Nel Vangelo infatti il verbo «amare» si traduce sempre con un altro verbo: «dare». Umile, concreto, semplice. «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Non c’è amore più grande che dare la vita (cfr. Gv 15,13). Il senso dell’esistenza è essere nella vita datori di vita! A uno, ad alcuni, a molti. Vivi se dai vita”.

La risposta antropologica a questo perché ce l’ha data il noto teologo della liberazione, Leonardo Boff, quando approfondisce l’importanza vitale del prendersi cura dell’altro non come atto di generosità ma come verità antropologica: “Questo significa che la cura la troviamo nella radice primaria dell’essere umano, prima ancora che egli faccia qualsiasi cosa. Ogni azione viene sempre accompagnata ed è impregnata di cura. Questo significa riconoscere la cura come un modo di essere essenziale, sempre presente e irriducibile ad altra realtà anteriore. È una dimensione fontale, originaria, ontologica che è impossibile alterare completamente. Un modo-di-essere non è un nuovo essere. È un modo dell’essere stesso di strutturarsi e di farsi conoscere. La cura fa parte della natura e della costituzione dell’essere umano. Il modo-di-essere caratterizzato dalla cura manifesta in modo concreto com’è l’essere umano. Senza la cura cesserebbe di essere umano. Se non riceve una cura premurosa dalla sua nascita fino alla morte, si destruttura, viene meno, perde il senso e muore. Se nel corso della sua esistenza non facesse con cura tutto ciò a cui mette mano, finirebbe per pregiudicare se stesso e distruggerebbe tutto ciò che gli sta attorno. Per questo la cura deve essere intesa come parte dell’essenza umana (che risponde alla domanda: cos’è l’essere umano?). La cura deve essere presente in tutto. Secondo Martin Heidegger: «L’espressione cura sta a indicare un fenomeno ontologico-esistenziale fondamentale». In altre parole: un fenomeno che è la base che rende possibile l’esistenza umana in quanto umana”.

Prendersi cura degli altri, donando se stessi nel dare soprattutto amore, solidarietà e vicinanza, significa realizzare noi stessi e generare dal profondo del nostro cuore benessere, felicità e senso della vita. Non dobbiamo però scambiare questo “dare” nell’offrire solo e appena aiuti materiali e cose, ma soprattutto noi stessi come l’espressione di amore più bella e desiderata dagli altri. È la verità che ci è stata rivelata dal mistero del Natale: un Dio incarnato per amore come dono all’umanità, raggiungendo così la pienezza del suo essere il Dio-con-noi.

Allora, se vuoi davvero stare bene impegnati nel dare amore agli altri, soprattutto ai più fragili e poveri. Donarsi è voce del verbo stare bene.

 

Per scaricatre il pdf     Donarsi per stare bene

Diocesi di Caserta: La Pastorale dei nuovi stili di vita

La Pastorale dei nuovi stili di vita diventa una realtà di tutta la pastorale della parrocchia Buon Pastore di Caserta, approvata dal convegno pastorale parrocchiale. E’ un esempio virtuoso di come far abitare nella propria comunità cristiana i nuovi stili di vita.

Vedi il documento del parroco don Antonello, direttore della Caritas diocesana di Caserta.

Il comunicato del vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, sul problema dell’acqua

Mons. Beniamino Pizziol, Vescovo di Vicenza

L’Equipe diocesana nuovi stili di vita è riuscita a coinvolgere il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, per la realizzazione di un comunicato molto importante sul problema dei PFAS nell’acqua. La lettera del vescovo è stata scritta in occasione di una serata culturale, realizzata a Noventa Vicentina, dove è stato presentato lo spettacolo teatrale “Processo sull’acqua”.

Leggi il comunicato sull’acqua.

Diocesi di Bologna: Consumatori o custodi dei doni di Dio?

Consumatori o custodi dei doni di Dio?
Questa domanda rappresenta la traccia dei quattro incontri sui nuovi stili di vita che saranno tenuti in altrettante parrocchie di Bologna
Le date sono:
19/11 Cristo RE – 21/01 Santa Rita

11/03 San Vincenzo de Paoli

6/05 Cuore Immacolato di Maria.

Iniziativa promossa dal gruppo Laici Missionari Comboniani – Bologna

Locandina (PDF)

Diocesi di Bolzano: Giocare per perdere. Di Don Paolo Renner

Si sta diffondendo in America un movimento che va sotto il nome di “Original Play”. Si tratta di un’iniziativa che vuol restituire al gioco la sua bellezza e libertà, svincolandolo dalla competizione e dalla violenza. Persone a ciò preparate, invitano dei bambini seduti in cerchio a venire a giocare insieme a loro e così facendo prestano la massima attenzione al fatto che il gioco sia puro divertimento e mai contesa. Alla fine chiedono ai bimbi se sia loro piaciuto, se si siano divertiti, se abbiano subito qualche cosa di negativo o se abbiano sofferto per qualcosa.
Questa filosofia potrebbe essere un antidoto ai giochi sempre più violenti che vediamo inscenare negli stadi o sui ring. Il tifo sta infatti diventando una vera malattia e gli scontri tra sostenitori di diverse squadre sono cronaca frequente e costringono a mobilitare sempre più forze dell’ordine.
Eppure il gioco più violento non è quello che si svolge tra due squadre che si affrontano in campo seguendo le regole della rispettiva disciplina. Il gioco più distruttivo è quello che si perpetua negli angoli oscuri dei bar o dei tabacchini, nelle atmosfere ovattate della sale da gioco, centri specializzati per creare dipendenze ed assuefazioni. Troppe persone rovinano se stesse perdendo tempo, denaro e salute di fronte ai nuovi idoli automatici da cui si aspettano vincite e ricchezza. Quei totem però non sono stati messi lì dalla Caritas, con lo scopo di far felici le persone. Sono strumenti di passione, di tortura, che svuotano non solo le tasche della gente ma che anche privano le persone della loro identità e le rendono mendicanti di un colpo di fortuna.
E qui si dovrebbe ben sapere che la fortuna sarà anche cieca, ma non lo sono i produttori di tali apparecchi e i gestori della apposite sale. Loro sanno bene come indirizzare il caso e far sì che il guadagno fluisca nelle loro tasche e non in quelle degli sprovveduti che si avventurano in un mondo pericoloso. Si sa bene, infatti, che anche se uno vince una piccola somma, subito è compulsivamente spinto a giocarsela di nuovo nella speranza di vincere di più, cosa che raramente si verifica.
La dipendenza da gioco non colpisce però solo i singoli, bensì anche le loro famiglie, il loro contesto di vita e la società intera. Conosco più di una famiglia ridotta in condizioni umilianti, perché un membro ha contratto dipendenza da gioco e sperpera tutto il suo stipendio per quello, arrivando a derubare i suoi familiari. Il gioco ricorrente rende infatti a volte ladri e bugiardi. Nessuno ammette tale dipendenza eppure tanti sono coloro che ne soffrono. Anche la società ne riceve un forte danno, perché i giocatori immettono in canali sbagliati (spesso controllati a loro insaputa dalla malavita) risorse che potrebbero essere investite per il bene collettivo.
Il “gioco d’azzardo” non è gioco: è azzardo e basta! Bisogna dirlo a chiare lettere, in tutti i modi e i contesti possibili. E bisogna unire tante voci differenti per creare un coro convincente nel combattere tale fenomeno distruttivo.
E’ questa la ragione per cui l’Istituto diocesano De Pace Fidei, Associazione Ascolto Giovani UPAD, l’Associazione giovanile ETA BETA, Rete provinciale sul gioco d’azzardo, hanno deciso con l’appoggio del Comune di Bolzano Ufficio giovani e sport e Comune di Merano di invitare in Provincia un apprezzato gruppo teatrale che presenterà in varie scuola questo delicato tema, in modo da sensibilizzare e “vaccinare” i ragazzi.
La Compagnia ITINERARIA TEATRO fin dal 1994 produce e realizza solo spettacoli di Teatro Civilea livello nazionale dando vita annualmente a 130/140 rappresentazioni in ogni regione d’Italia, in collaborazione con Amministrazioni comunali, Scuole, Università, O.N.G., Parrocchie e Associazioni culturali.

Gli spettacoli di ITINERARIA TEATRO portano in scena tematiche di attualità sociale e civile con testi di denuncia strettamente ancorati all’attualità e continuamente aggiornati da un affiatato gruppo di lavoro formato da uno storico, un giornalista, un drammaturgo e, di volta in volta, esperti dei diversi argomenti trattati.

Gli spettacoli sono previsti nei giorni 24 e 25 ottobre nelle scuole di Bolzano e Merano. Il 24 ottobre a partire dalle ore 11.15, presso l’istituto di istruzione secondaria di II grado “Gandhi” e a Bolzano a partire dalle ore 11.00 del 25 ottobre presso il liceo delle scienze umane e artistiche “G. Pascoli”. Gli spettacoli sono aperti esclusivamente agli studenti. A contorno di tali eventi l’UPAD organizza una conferenza dibattito con don Paolo Renner che si terrà a Merano martedì 24 ottobre con inizio alle 15.30 presso la sala Balzarini in piazza san Vigilio. Tutti gli interessati sono cordialmente invitati.

Diocesi di Andria: Per una ecologia integrale

COMUNICATO STAMPA: PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE, INCONTRO CON MONS. SPINILLO, IL VESCOVO DELLA TERRA DEI FUOCHI

Si terrà lunedì 23 ottobre 2017 alle ore 19,30 presso la parrocchia “Gesù, Giuseppe e Maria” di Canosa di Puglia l’incontro dal titolo “Per una ecologia integrale”. L’iniziativa della Diocesi di Andria promossa dalla Caritas Diocesana vuole essere un’occasione per una riflessione comunitaria su quali devono essere le scelte e le azioni dei cristiani per favorire la Custodia del Creato.

A guidare la riflessione sarà Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Angelo Spinnillo, Vescovo della Diocesi di Aversa, già vice-presidente della CEI per il Sud e membro della Commissione per le Settimane Sociali dei cattolici. E’ stato tra i fautori insieme a don Maurizio Patriciello della “conversione ecologica” delle comunità della Terra dei Fuochi in cui la Chiesa insieme alla società civile ha contrastato le ecomafie e i progetti di inquinamento, nella prospettiva di sanare le ferite della terra e della gente.

L’incontro di riflessione si pone in continuità con quella che è stata la dichiarazione del nostro Vescovo, Mons. Luigi Mansi, di contrarietà alla realizzazione dell’ampliamento della discarica di rifiuti speciali industriali in contrada Tufarelle. In questa occasione si vuole porre l’attenzione più in generale su quello che è l’insegnamento del Vangelo e del Magistero della Chiesa sulla Custodia del Creato, non ultimo quello dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì” che ci invita a vivere in una prospettiva di ecologia integrale, dove l’attenzione per l’ambiente diventa la bussola che orienta tutte le azioni della vita quotidiana e le scelte politiche delle istituzioni, per una responsabilità che dobbiamo avere per le future generazioni. A partire da questi principi di fondo, ne discendono quelle azioni di carattere pastorale e di impegno sociale che la Chiesa è chiamata a mettere in atto.

Già nel recente passato la Caritas Diocesana ha proposto percorsi di educazione ai nuovi stili di vita sostenibili in particolare nell’ambito del progetto Green Life con alcune opere segno presenti sul territorio, come il sostegno a gesti concreti sul cibo sano e a km zero, come gli orti sociali e il forno di comunità, le Case dell’acqua, la realizzazione di impianti fotovoltaici su Chiese, la promozione del commercio equo e solidale, e recentemente la diffusione di una eco-guida per le comunità parrocchiali in occasione della Giornata per la Custodia del Creato. Così come le parrocchie di Minervino e Canosa sono state sempre sensibili sul tema delle discariche e dei rifiuti sul proprio territorio, partecipando attivamente alle iniziative dei comitati contro le discariche.

L’incontro sarà aperto da don Mimmo Francavilla che traccerà il cammino che la Chiesa locale ha compiuto sin ora su tali tematiche. Le conclusioni invece saranno affidate al nostro Vescovo, Mons. Mansi per rilanciare un impegno che deve essere permanente e quanto mai urgente.

Per favorire la partecipazione dalle alte città della Diocesi sarà messo a disposizione un bus da Minervino e da Andria. Per informazioni e prenotazioni per Minervino 328.0868535 (Francesco Delfino), per Andria 328.4517674 (don Mimmo Francavilla) e- mail: andriacaritas@libero.it

Andria, 13/10/2017

Diocesi di Andria

Caritas Diocesana di Andria

 

Diocesi di Foligno: Conferenze di Formazione: il ruolo positivo delle relazioni

Il Progetto Cittadini del Mondo, promosso dalla Diocesi di Foligno in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, i Comuni di Foligno e di Spello, è rivolto agli studenti delle Scuole superiori di primo e secondo grado di Foligno.

Per l’anno scolastico 2017 – 2018 si affronteranno le seguenti tematiche:

PRIMA AREA – Custodi del creato

SECONDA AREA – Migranti: la sfida dell’incontro

TERZA AREA – Con i giovani protagonisti del futuro

Informazioni:
Progetto Cittadini del Mondo
c/o Diocesi di Foligno
piazza Faloci Pulignani,3
Tel. 0742342731

email: sociale@diocesidifoligno.it

sito ufficiale
http://www.diocesidifoligno.it

blog: http://progettocittadinidelmondo.blogspot.it/

facebook: https://www.facebook.com/groups/54866578990/

Conferenze di Formazione: il ruolo positivo delle relazioni