Diocesi di Bolzano: Giocare per perdere. Di Don Paolo Renner

Si sta diffondendo in America un movimento che va sotto il nome di “Original Play”. Si tratta di un’iniziativa che vuol restituire al gioco la sua bellezza e libertà, svincolandolo dalla competizione e dalla violenza. Persone a ciò preparate, invitano dei bambini seduti in cerchio a venire a giocare insieme a loro e così facendo prestano la massima attenzione al fatto che il gioco sia puro divertimento e mai contesa. Alla fine chiedono ai bimbi se sia loro piaciuto, se si siano divertiti, se abbiano subito qualche cosa di negativo o se abbiano sofferto per qualcosa.
Questa filosofia potrebbe essere un antidoto ai giochi sempre più violenti che vediamo inscenare negli stadi o sui ring. Il tifo sta infatti diventando una vera malattia e gli scontri tra sostenitori di diverse squadre sono cronaca frequente e costringono a mobilitare sempre più forze dell’ordine.
Eppure il gioco più violento non è quello che si svolge tra due squadre che si affrontano in campo seguendo le regole della rispettiva disciplina. Il gioco più distruttivo è quello che si perpetua negli angoli oscuri dei bar o dei tabacchini, nelle atmosfere ovattate della sale da gioco, centri specializzati per creare dipendenze ed assuefazioni. Troppe persone rovinano se stesse perdendo tempo, denaro e salute di fronte ai nuovi idoli automatici da cui si aspettano vincite e ricchezza. Quei totem però non sono stati messi lì dalla Caritas, con lo scopo di far felici le persone. Sono strumenti di passione, di tortura, che svuotano non solo le tasche della gente ma che anche privano le persone della loro identità e le rendono mendicanti di un colpo di fortuna.
E qui si dovrebbe ben sapere che la fortuna sarà anche cieca, ma non lo sono i produttori di tali apparecchi e i gestori della apposite sale. Loro sanno bene come indirizzare il caso e far sì che il guadagno fluisca nelle loro tasche e non in quelle degli sprovveduti che si avventurano in un mondo pericoloso. Si sa bene, infatti, che anche se uno vince una piccola somma, subito è compulsivamente spinto a giocarsela di nuovo nella speranza di vincere di più, cosa che raramente si verifica.
La dipendenza da gioco non colpisce però solo i singoli, bensì anche le loro famiglie, il loro contesto di vita e la società intera. Conosco più di una famiglia ridotta in condizioni umilianti, perché un membro ha contratto dipendenza da gioco e sperpera tutto il suo stipendio per quello, arrivando a derubare i suoi familiari. Il gioco ricorrente rende infatti a volte ladri e bugiardi. Nessuno ammette tale dipendenza eppure tanti sono coloro che ne soffrono. Anche la società ne riceve un forte danno, perché i giocatori immettono in canali sbagliati (spesso controllati a loro insaputa dalla malavita) risorse che potrebbero essere investite per il bene collettivo.
Il “gioco d’azzardo” non è gioco: è azzardo e basta! Bisogna dirlo a chiare lettere, in tutti i modi e i contesti possibili. E bisogna unire tante voci differenti per creare un coro convincente nel combattere tale fenomeno distruttivo.
E’ questa la ragione per cui l’Istituto diocesano De Pace Fidei, Associazione Ascolto Giovani UPAD, l’Associazione giovanile ETA BETA, Rete provinciale sul gioco d’azzardo, hanno deciso con l’appoggio del Comune di Bolzano Ufficio giovani e sport e Comune di Merano di invitare in Provincia un apprezzato gruppo teatrale che presenterà in varie scuola questo delicato tema, in modo da sensibilizzare e “vaccinare” i ragazzi.
La Compagnia ITINERARIA TEATRO fin dal 1994 produce e realizza solo spettacoli di Teatro Civilea livello nazionale dando vita annualmente a 130/140 rappresentazioni in ogni regione d’Italia, in collaborazione con Amministrazioni comunali, Scuole, Università, O.N.G., Parrocchie e Associazioni culturali.

Gli spettacoli di ITINERARIA TEATRO portano in scena tematiche di attualità sociale e civile con testi di denuncia strettamente ancorati all’attualità e continuamente aggiornati da un affiatato gruppo di lavoro formato da uno storico, un giornalista, un drammaturgo e, di volta in volta, esperti dei diversi argomenti trattati.

Gli spettacoli sono previsti nei giorni 24 e 25 ottobre nelle scuole di Bolzano e Merano. Il 24 ottobre a partire dalle ore 11.15, presso l’istituto di istruzione secondaria di II grado “Gandhi” e a Bolzano a partire dalle ore 11.00 del 25 ottobre presso il liceo delle scienze umane e artistiche “G. Pascoli”. Gli spettacoli sono aperti esclusivamente agli studenti. A contorno di tali eventi l’UPAD organizza una conferenza dibattito con don Paolo Renner che si terrà a Merano martedì 24 ottobre con inizio alle 15.30 presso la sala Balzarini in piazza san Vigilio. Tutti gli interessati sono cordialmente invitati.

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