Diocesi di Caserta: Pannelli per la bacheca dei nuovi stili di vita – Marzo 2018

Di seguito condividiamo i pannelli di marzo, creati dalla Parrocchia “Buon Pastore” di Caserta, per la bacheca dei nuovi stili di vita.

Marzo 2018

  • Pannello 1 – Giornata internazionale delle foreste
  • Pannello 2 – Giornata internazionale contro la
    discriminazione razziale
  • Pannello 3 – Giornata mondiale dell’acqua
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Diocesi di Vicenza: Giornata Mondiale dell’Acqua

La Diocesi di Vicenza celebra la GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA che si festeggia il 22 marzo di ogni anno.

Programma:
– Laboratorio sull’impronta idrica del cibo a cura del Movimento Gocce di Giustizia;
– Intervento di Agostino Migliorini filosofo e presidente dell’associazione “Vita nel territorio”;
– Visione del cortometraggio Life Glass Water di Giulio Vanzan;
– Intervento e conclusioni di Don Matteo Pasinato della Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di Vicenza.

L’acqua è sinonimo di vita! Non mancare!

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La Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day) è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
Per saperne di più: http://worldwaterday.org/

http://www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Giornata-Mondiale-dell-Acqua

Diocesi di Ragusa: 4 marzo. Giornata diocesana nuovi stili di vita

4 MARZO 2018 GIORNATA DIOCESANA NUOVI STILI DI VITA

I nuovi stili di vita sono gli strumenti per poter cambiare la vita quotidiana e per influire sui cambiamenti strutturali che necessitano scelte di responsabilità da parte degli operatori sociali, politici ed economici. Rappresentano quindi un potenziale delle persone per giungere ai grandi cambiamenti che migliorano la vita attraverso azioni e scelte prima personali e poi comunitarie, fino a giungere ai vertici del sistema socio politico.

Già l’enciclica Centesimus Annus del 1991 anticipa l’appello ai cambiamenti degli stili di vita: “Costruire stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti”.

Concretizzando: inquinare l’ambiente mediante la produzione di tanti rifiuti, consumare in maniera da distruggere la natura e far male anche alla salute dell’umanità, rifiutare i diversi e non impegnarsi per la giustizia… sono tra i tanti vecchi stili di vita che dobbiamo cambiare.

Quale potrebbe essere un vademecum da adottare a partire da questa giornata di sensibilizzazione?

Partiamo innanzitutto da un rinnovato rapporto con le cose che potremmo definire “consumo critico” da sostituire al consumismo che ci consuma: passare dalla smania di possedere le cose alla relazione di utilità, imparando a scegliere i prodotti che sono espressioni di rapporti giusti ed equi nel mercato del lavoro, a contatto con l’ambiente e con chi li usa. Passare dalla dipendenza alla sobrietà che ci porta ad acquistare merci in funzione di bisogni reali e non indotti dalla macchina pubblicitaria. Esempi virtuosi in questa direzione sono i temi del Commercio equo e solidale (un commercio internazionale che ha come obiettivo non il profitto, ma la lotta a sfruttamento e povertà), i cosiddetti Gruppi di Acquisto Solidale, formati da persone che decidono di acquistare collettivamente generi alimentari o di uso comune direttamente dai produttori, possibilmente locali e particolarmente quelli del riciclo e riuso che significano meno rifiuti, buon uso delle risorse, solidarietà con chi vive accanto, risparmio economico, educazione al consumo consapevole.

Il rinnovato rapporto con le persone richiama invece la ricchezza delle relazioni umane, fondamentale per dare sapore alla vita e per poter affrontare patologie sociali ancora più presenti nelle nostre città: la solitudine, emarginazione, povertà, disagio. I nuovi stili di vita saranno allora improntati a rapporti interpersonali non violenti, di rispetto della diversità, di educazione all’alterità; disinnescare ogni forma di violenza, soprattutto quella verbale, privilegiare luoghi di incontro e di dialogo per riappropriarci della cittadinanza perché cresca il benessere umano che non si misura solamente con i soldi in tasca.

Ed ancora il nuovo rapporto con la natura che rimanda alla dimenticata responsabilità ambientale. In questo contesto l’accresciuta sensibilità vero i temi ambientali non è ancora sufficiente a preservare la vivibilità delle nostre campagne, del nostro mare della terra tutta. La novità dello stile della nostra esistenza consiste nell’abbandonare la visione utilitaristica della terra: siamo chiamati tutti a passare al rispetto del creato, ad instaurare una relazione nuova con la “nostra madre terra”. Potremmo sinteticamente raggruppare nelle 5 “R” i nuovi stili di vita a riguardo: Ridurre i rifiuti – Raccolta differenziata – Riutilizzare gli oggetti – Riciclare – Riparare anzichè gettare gli oggetti.

Accanto a queste quotidiani atteggiamenti e scelte aggiungiamo il Risparmio energetico, cammino fondamentale per la tutela dell’ambiente, l’uso responsabile dell’acqua, bene essenziale per l’umanità, tema su cui possono essere infiniti i suggerimenti: no ai rubinetti che gocciolano, o a quelli costantemente aperti, no a dosi eccessive di prodotti chimici aggressivi per la pulizia di stoviglie e casa (scegliere detersivi compatibili con l’ambiente può evitare l’inquinamento di fiumi e mari). L’economia domestica della nonna è prodiga di consigli in merito. Come fa bene alle tasche e all’ambiente spegnere le luci quando non servono o non lasciare in stand-by gli apparecchi elettronici o sostituire lampade o impianti poco efficienti con impianti più efficienti.

Passare dall’indifferenza e dal menefreghismo alla responsabilità, alla solidarietà, all’educazione, al sentirsi parte, al celebre “mi interessa” sono i presupposti della rivoluzione silenziosa dei nuovi stili di vita che parte dal quotidiano e dal basso; un cambiamento a chilometro zero da quando ciascuno si alza al mattino a quando torna a dormire, il possibile nel quotidiano.

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Giornata promossa da:

Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro – Caritas diocesana – Ufficio Pastorale della Salute – Ufficio per la pastorale delle Migrazioni – Ufficio Pastorale Tempo Libero Turismo e Sport

www.diocesidiragusa.it

Diocesi di Caserta: Pannelli per la bacheca dei nuovi stili di vita

Di seguito condividiamo i pannelli di gennaio e febbraio, creati dalla Parrocchia “Buon Pastore” di Caserta, per la bacheca dei nuovi stili di vita.

Gennaio 2018

  • Pannello 1 – 1° Gennaio: Giornata mondiale della pace
  • Pannello 2 – Giornata della memoria
  • Pannello 3 – Giornata mondiale per i malati di lebbra

Febbraio 2018

 

Diocesi di Fano: Gruppo di lettura sulla “Laudato Si’’”

Nell’ambito della Campagna Lupus per il clima “AlterAzione Climatica”, l’Associazione la Lupus in Fabula, in collaborazione con la Commissione Nuovi Stili di Vita della Diocesi di Fano, organizza un gruppo di lettura sulla “Laudato Si’”. Lo scopo è quello di riflettere insieme, laici e cattolici, senza maestri né allievi, sulle parole universali di Papa Francesco. Riflettere e ragionare, cercando soluzioni concrete da applicare nelle nostre comunità. Piccoli passi per lasciare a chi viene dopo di noi un mondo migliore.

Scarica il volatino con il programma

Diocesi di Foggia: Dialoghi di pace in Cattedrale, lettura scenica del messaggio di Papa Francesco

“Rifugiati e migranti: uomini e donne in cerca di pace” è stato il tema scelto da Papa Francesco per la 51esima Giornata Mondiale della Pace. Il messaggio del Papa sarà protagonista nell’evento Dialoghi di Pace, in programma sabato 13 gennaio alle ore 21 nella Cattedrale di Foggia.

PIU’ VOCI. I “Dialoghi di Pace” sono una lettura scenica del messaggio che il Papa, a Capodanno, rivolge all’intera Umanità per la Giornata Mondiale della Pace. Suddiviso fra attori-lettori, le cui voci si intrecciano e si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano a musica e meditazioni poetiche, il messaggio è, per tutti, un momento di “Elevazione spirituale”: vissuta come preghiera da chi si professa cristiano cattolico e come un tempo di riflessione da chi non crede o pratica religioni diverse.

UNA TAZZA PER IL MATE. Questa originale iniziativa di sensibilizzazione sulla pace, avviata nel 2007 nella chiesa Regina Pacis di Milanino (MI) – dichiarata tempio votivo diocesano per la pace – in diverse località della Lombardia e d’Italia è diventata una tradizione importante promossa dalle comunità religiose e civili e sostenuta dalle più varie realtà dell’associazionismo dei rispettivi territori di riferimento. Gli organizzatori, come “applicazione pratica della Laudato si'”, invitano tutti i partecipanti a portare una tazza o un bicchiere, purché non usa e getta, nel quale, a conclusione della serata, sarà offerto a tutti mate argentino in onore di Papa Francesco.

GLI ORGANIZZATORI. L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è promossa e organizzata dall’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro – Arcidiocesi di Foggia-Bovino, con il patrocinio della Città di Foggia, in collaborazione con il seminario diocesano Sacro Cuore, l’ambasciata di Pace – Foggia, la federazione SCS/CNOS – Salesiani per il Sociale, l’associazione Italiana Cultura e Sport – comitato provinciale di Capitanata, l’associazione di Promozione Sociale Sacro Cuore, il comitato Civico Gente di Foggia, Campanili Verdi, l’Agesci Zona Daunia, l’ensemble d’Archi della sez. staccata di Rodi Garganico del Conservatorio “U.Giordano” diretti dal maestro Francesco Mastromatteo, e gli uffici diocesani: Pastorale Giovanile, per l’Educazione – la Scuola e l’Università, Pastorale Famigliare, Pastorale per le Vocazioni, la Consulta Delle Aggregazioni Laicali.

Fonte: http://www.foggiacittaaperta.it

Donarsi per stare bene: verità esistenziale rivelataci dal mistero del Natale

Pubblichiamo il brano di Adriano Sella (membro dell’Equipe diocesana Nuovi Stili di Vita di Vicenza) che presenta la verità nascosta nel mistero del Natale.

Se vuoi stare bene, impegnati nel donarti.

Una grande verità esistenziale rivelataci dal mistero del Natale.

Mi fa sempre molto pensare le testimonianze di persone, anche molti giovani, che dopo aver fatto un’esperienza di dono mediante iniziative di assistenza, di accompagnamento e di liberazione degli altri, soprattutto nei confronti dei più fragili e poveri, affermano quanto benessere hanno percepito dentro di sé e quanto bene hanno ricevuto. Possiamo affermare che nel dare la propria mano, il proprio aiuto e soprattutto la propria vicinanza e solidarietà c’è il segreto dello stare bene. Un movimento invisibile ma importante per dare senso, gusto e felicità alla propria vita.

Incredibile! Per stare bene e per essere felici bisogna dare, donarsi, offrirsi agli altri. Non tanto dando cose e aiuti, ma soprattutto donando se stessi: quello che ciascuno ha dentro e non tanto quello che possiede.

È come dare campo alla propria vita, soprattutto quando non c’è campo e sembra di non esistere perché si è disconnessi. È una vena che irrora sangue nell’organo del senso della vita, facendolo pulsare e generando gusto e felicità.

Questa verità nascosta va contro le pseudo-verità diffuse massiciamente dalla cultura contemporanea basata su un individualismo sfrenato che conduce fino al comportamento “me me frego degli altri”. Facendo concentrare tutta l’attenzione delle persone su se stesse, in una forma di mero narcisismo che da importanza solamente all’immagine, all’apparenza e all’estetica come lifting; e conducendele ad una attenziosa, come pure costosa, cura dell’esteriorità mentre nella propria interiorità sta avanzando un cancro di dimensioni molto preoccupanti che presto porterà alla morte tutta la propria vita.

Dobbiamo postarlo sui social network, dobbiamo twittarlo a tutti: è il verbo “donare” la parola chiave per dare senso e gusto alla vita, è il verbo “dare” che fa campo per far stare meglio se stessi. I care è il comportamento che genera felicità. Realtà invisibile che non si vende nei centri commerciali, ma che è il segreto della felicità umana. Ne sono convinto da molto tempo, facendola diventare una degli assi fondamentali della mia missione per i nuovi stili di vita.

Sono rimasto molto entusiasta nel trovare fondamenti esistenziali e biblici nel libro del biblista p. Ermes Ronchi: “I sentieri del senso passano per il dono, asse portante della storia di Dio. L’uomo per stare bene deve donare. Non ho più dimenticato il dialogo con una grande psichiatra, alcuni anni fa, a proposito di un amico: «se vuole che il suo amico stia bene, deve aiutarlo a “dare”. Ciò che ha e ciò che può. Perchè l’uomo per stare bene deve dare». «Perchè», obiettai, «per stare bene è necessario dare?». Mi rispose con queste parole: «Non lo so, so soltanto che questa è la legge della vita». Nel Vangelo infatti il verbo «amare» si traduce sempre con un altro verbo: «dare». Umile, concreto, semplice. «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Non c’è amore più grande che dare la vita (cfr. Gv 15,13). Il senso dell’esistenza è essere nella vita datori di vita! A uno, ad alcuni, a molti. Vivi se dai vita”.

La risposta antropologica a questo perché ce l’ha data il noto teologo della liberazione, Leonardo Boff, quando approfondisce l’importanza vitale del prendersi cura dell’altro non come atto di generosità ma come verità antropologica: “Questo significa che la cura la troviamo nella radice primaria dell’essere umano, prima ancora che egli faccia qualsiasi cosa. Ogni azione viene sempre accompagnata ed è impregnata di cura. Questo significa riconoscere la cura come un modo di essere essenziale, sempre presente e irriducibile ad altra realtà anteriore. È una dimensione fontale, originaria, ontologica che è impossibile alterare completamente. Un modo-di-essere non è un nuovo essere. È un modo dell’essere stesso di strutturarsi e di farsi conoscere. La cura fa parte della natura e della costituzione dell’essere umano. Il modo-di-essere caratterizzato dalla cura manifesta in modo concreto com’è l’essere umano. Senza la cura cesserebbe di essere umano. Se non riceve una cura premurosa dalla sua nascita fino alla morte, si destruttura, viene meno, perde il senso e muore. Se nel corso della sua esistenza non facesse con cura tutto ciò a cui mette mano, finirebbe per pregiudicare se stesso e distruggerebbe tutto ciò che gli sta attorno. Per questo la cura deve essere intesa come parte dell’essenza umana (che risponde alla domanda: cos’è l’essere umano?). La cura deve essere presente in tutto. Secondo Martin Heidegger: «L’espressione cura sta a indicare un fenomeno ontologico-esistenziale fondamentale». In altre parole: un fenomeno che è la base che rende possibile l’esistenza umana in quanto umana”.

Prendersi cura degli altri, donando se stessi nel dare soprattutto amore, solidarietà e vicinanza, significa realizzare noi stessi e generare dal profondo del nostro cuore benessere, felicità e senso della vita. Non dobbiamo però scambiare questo “dare” nell’offrire solo e appena aiuti materiali e cose, ma soprattutto noi stessi come l’espressione di amore più bella e desiderata dagli altri. È la verità che ci è stata rivelata dal mistero del Natale: un Dio incarnato per amore come dono all’umanità, raggiungendo così la pienezza del suo essere il Dio-con-noi.

Allora, se vuoi davvero stare bene impegnati nel dare amore agli altri, soprattutto ai più fragili e poveri. Donarsi è voce del verbo stare bene.

 

Per scaricatre il pdf     Donarsi per stare bene

Diocesi di Caserta: La Pastorale dei nuovi stili di vita

La Pastorale dei nuovi stili di vita diventa una realtà di tutta la pastorale della parrocchia Buon Pastore di Caserta, approvata dal convegno pastorale parrocchiale. E’ un esempio virtuoso di come far abitare nella propria comunità cristiana i nuovi stili di vita.

Vedi il documento del parroco don Antonello, direttore della Caritas diocesana di Caserta.